Bifosfonati odontoiatria Bifosfonati odontoiatria

Bifosfonati odontoiatria

10-12-2019

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Cosa sono i bifosfonati?

Sono dei farmaci che vengono utilizzati, fin da 1960, per il trattamento di diverse malattie del sistema scheletrico (osteoporosi, morbo di Paget, mieloma multiplo . Esistono diverse vie di somministrazione, a seconda della patologia: per bocca, intra muscolo ed endovena. Essi si accumulano nel tessuto osseo e vi permangono a lungo anche dopo l’interruzione della somministrazione. Interferiscono con l’attività metabolica e riparatrice dell’osso, impediscono la formazione di nuovi vasi sanguigni. Di questa famiglia di farmaci fanno parte: alendronato, ibandronato, pamidronato, zolendronato, acido clodronico, etc.

Cosa è l’osteonecrosi delle ossa mascellari da bifosfonati?

E’ un evento avverso che può insorgere o spontaneamente o in presenza di fattori predisponenti, in pazienti che assumono o hanno assunto in passato farmaci di questa particolare famiglia. Esistono diversi stadi della malattia, i segni/sintomi comprendono: ulcerazione della gengiva, eritema e tumefazione della gengiva, esposizione ossee, con o senza dolore.

Si parla di osteonecrosi quanto si ha una esposizione nel cavo orale di osso necrotico per più di 8 settimane.

Perchè la mandibola e la mascella sono predisposte a questa complicanza?

Ci sono diverse ipotesi eziologiche che spiegano la localizzazione quasi esclusiva dell’osteonecrosi alle ossa mascellari:

- l’attività di turnover osseo nel mascellare e nella mandibola è più elevata rispetto alle altre ossa del corpo;
- la mandibola possiede una vascolarizzazione terminale (in caso di danno a livello di un ramo terminale, si ha necrosi del tessuto);
- le ossa del cavo orale hanno un rivestimento molto sottile (mucosa e gengive) che è facilmente traumatizzabile;
- nel cavo orale è presente una particolare flora batterica;
- la particolare conformazione anatomica dei tessuti dento-alveolari favorirebbe l’esposizione del tessuto osseo, in presenza di malattia infiammatoria e/o di intervento odontoiatrico

Quali sono i fattori di rischio locali?

- malattia parodontale cronica;
- scarsa igiene orale;
- perimplantite;
- protesi mobili incongrue;
- infezioni (ascessi)
- interventi chirurgici odontoiatrici come ad esempio le estrazioni.

Come si può evitare?

E’ di fondamentale importanza che il medico prescrittore illustri al paziente i possibili effetti collaterali del farmaco e che il paziente venga inviato al medico odontoiatra curante per una visita prima dell’inizio della terapia con bifosfonati. In questo modo si possono intercettare e curare gli stati infiammatori e/o infettivi del cavo orale che potrebbero costituire fattori di rischio per l’insorgere dell’osteonecrosi (prevenzione primaria). 

Ogni paziente, quando si reca dall’odontoiatra, deve sempre comunicare tutti i farmaci che sta assumendo, in modo che possano essere messe in atto tutte le misure preventive in base alle attuali linee guida (tempistiche del trattamento, terapie antibiotiche, antisettici del cavo orale, etc.)

Come si può curare? 

L’osteonecrosi, a seconda degli stadi, può essere difficile da curare, e per questo la prevenzione è fondamentale. La terapia solitamente è chirurgica e prevede l’asportazione di tutto il tessuto osseo necrotico e la chiusura della gengiva con dei punti di sutura. La diagnosi precoce permette di intervenire prima che la lesione sia molto estesa, semplificando l’intervento e migliorando la prognosi.


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